C’è un momento nella storia del cinema in cui lo schermo smette di essere solo superficie e diventa specchio. È il 1975 quando The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman esplode nel buio delle sale come un inno al desiderio, al travestimento e alla libertà. Non è solo un film: è un rito collettivo, un sabotaggio dei costumi, un gesto di amore sfacciato verso tutto ciò che il cinema aveva sempre represso — il corpo, il piacere, l’ambiguità.

Proiettato oggi nella nuova versione restaurata in 4K curata e distribuita dalla Cineteca di Bologna, Rocky Horror ritrova tutta la sua potenza visiva e sovversiva. Il restauro riporta alla luce la brillantezza dei colori, le luci sature, la materia viva dei costumi e dei volti, restituendo al film la sua natura di spettacolo totale — un musical d’autore che mescola eros e ironia, cinema e teatro, carne e artificio. Dietro la sua trama surreale, la storia di Janet e Brad diventa così un viaggio iniziatico nel desiderio e nella libertà, una vertigine ancora capace di mettere in crisi lo spettatore contemporaneo.

Nel cast, un Tim Curry magnetico e provocatorio ridefinisce l’immaginario queer ben prima che la parola diventasse bandiera. Il suo Frank-N-Furter è carne e teatro, un demiurgo in autoreggenti che disfa le categorie di genere con un sorriso e un colpo di eyeliner. Al suo fianco, Susan Sarandon e Barry Bostwick incarnano l’ingenua normalità americana pronta a implodere, mentre Richard O’Brien, autore del musical originale, guida lo spettatore in un labirinto di citazioni e pulsioni rock.

Il film nasce da un’idea geniale: trasformare il cinema in un palcoscenico dove pubblico e attori si scambiano di ruolo. Le proiezioni diventano spettacoli interattivi, con spettatori che cantano, si travestono, rispondono agli attori, lanciando riso o spruzzando acqua nei momenti giusti. È la nascita del “culto del midnight movie”, un rito comunitario che sfida l’isolamento e celebra la diversità come motore creativo.

Rivederlo oggi, a quasi mezzo secolo dalla sua uscita, significa tornare a quel gesto originario: scegliere di non avere paura. In un’epoca in cui il conformismo si maschera da tolleranza, Rocky Horror è ancora una provocazione necessaria. Un film che canta il diritto di essere mostri, di vivere fuori norma, di costruire un’identità fluida, sensuale e consapevole.

È impossibile guardarlo senza percepire l’energia anarchica che lo attraversa — quella stessa scintilla che ha ispirato generazioni di musicisti, registi e performer, da Bowie a Madonna, da Pedro Almodóvar a John Cameron Mitchell. Ma più di ogni citazione, resta il suo messaggio essenziale, universale: non smettere mai di desiderare.

Come canta Frank-N-Furter, “Don’t dream it, be it” — non sognarlo, sii. Ed è forse questo, ancora oggi, il senso più alto del cinema: l’invito a incarnare ciò che si è, senza più chiedere permesso.

 

INFO

La proiezione si terrà giovedì 30 ottobre presso la Sala Estense (piazza del Municipio 14, Ferrara).

Apertura porte ore 20.30, inizio film ore 21.00.

Biglietto intero 7 euro, ridotto 5 euro (riservato a socɜ Arci, socɜ Coop, CGIL, Unife, BlowUp Academy, Over60 e Under12).

Prevendite disponibili su BoxerTicket (+1€ di prevendita) a questo link.

 

Il Cinema Boldini in Sala Estense è un progetto di Arci Ferrara, con il patrocinio di Comune di Ferrara, Regione Emilia-Romagna e Università degli Studi di Ferrara.