Restaurato in 4K da MK2 presso il laboratorio Hiventy, con sostegno di CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée e ARTE France torna al cinema La signora della porta accanto di François Truffaut. Uscito il 30 settembre 1981, è il penultimo lungometraggio diretto dal cineasta francese.

Definito dallo stesso Truffaut “un film semplicissimo”, probabilmente perchè probabilmente perchè dopo L’ultimo metrò, che presentava sei o sette personaggi di uguale importanza, ha deciso di ritornare ad una storia più serrata, costruita intorno a una coppia, Mathilde e Bernard.

Mathilde, dal nome stendhaliano, ritrova sette anni dopo l’uomo che aveva amato fin quasi a soccombere: entrambi vivono in belle case vicine, dentro simili vite serene, eppure l’incontro sarà fatale. “Spero che il pubblico non prenda parte, che li ami entrambi come li amo io”: ma anche questa come sempre nel film di Truffaut è la storia di uno squilibrio passionale, e pur nella tragedia che accomuna, la disfatta (amorosa) è della donna. Frasi che nessuno ha dimenticato: “Le canzonette dicono la verità, e più sono stupide più dicono la verità”, e “Né con te, né senza di te”.

Una frase e un film che certificano l’impossibilità di fuggire, in un modo o nell’altro, dai fantasmi della passione e dal passato che ritorna, dalla spirale distruttiva nella quale i due protagonisti e amanti (Fanny Ardant e Gérard Depardieu) sono ciascuno al tempo stesso vittima e carnefice. Il tutto è esaltato dalle musiche di Georges Delerue, il compositore-simbolo della Nouvelle Vague, e meravigliosamente immortalato dal grande direttore della fotografia William Lubtchansky.

Ed è proprio “Né con te, né senza di te” che sigilla il penultimo capolavoro del più amato tra i registi, scomparso prematuramente quarant’anni fa, a cinquantadue anni. Quello che doveva venire per Truffaut purtroppo nessuno lo saprà mai, ma la sua opera riluce oggi ancora più splendente, unica, fuori dal tempo. Se certi temi, certe immagini, certi film ci parlano oggi da una sorta di lontana modernità (dei gesti, degli abiti, delle parole e delle passioni), intatte e urgenti sono le domande che Truffaut si pone (e ci pone) sul senso del cinema e dell’amore, sulla relazione tra il cinema e la vita.

Il film è in programmazione in Sala Estense mercoledì 7 febbraio alle 21:15.